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domenica 22 giugno 2014

L'ALBERGO DEL RAGNO , il noir tra i carruggi


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Edito dalla Arduino Sacco (2014) ecco il  noir che si dipana lungo i carruggi di Genova, fra sadici assassini e brava gente, in mezzo alle meraviglie e agli orrori di una città troppo particolare e antica (più di Roma) per non essere inquietante...
Riassunti e altre considerazioni, si trovano in altre parti del blog 

laila-cresta.blogspot.com  
Il libro è ordinabile da qualsiasi libraio, reperibile su tutti i siti di vendita online e sul sito della casa editrice. Ecco il link:

 

mercoledì 5 febbraio 2014

I L S O G N O



 La Lanterna, il faro, di notte

Nei vecchi film americani, quelli con James Stewart e Henry Fonda, c’erano sempre dei libri, e buoni sentimenti, sogni e ideali. Era anche l’epoca dei telefilm “Star Trek” di Gene Roddenberry, che dopo la morte si è fatto sparare in orbita, forse per non restare su questa Terra. Era l’epoca di Isaac Asimov, e di James Lafferty, e di Eric Frank Russell. L’epoca della fantascienza. La gente sognava, e molti di quei sogni sono diventati realtà, dal computer di uso comune all’esplorazione almeno robotica degli altri pianeti del nostro Sistema Solare. Oggi, se per una volta fanno vedere la creazione di una libreria in una normale casa americana, la nascondono, e una donna vede un’intera parete a scaffali e la fa togliere senza neanche riconoscerla come libreria. I cartoni animati non hanno più idee, persino quelli che erano così carini, una volta, come i Puffi o Garfield. Sono di moda i polizieschi, con agenti-scienziati che non si chiedono mai un perché di tipo sociale e usano le loro macchine sofisticate dando l’idea di non capirne i principi di funzionamento. Fra una scuola troppo povera da una parte e i problemi economici dall’altra, la gente non sogna più, e (quando legge) preferisce l’horror o, al massimo, il fantasy, alla fantascienza. Ebbene, etsi omnes ego non, se anche tutti, non io: questa famosa frase di derivazione biblica è stato il motto del gruppo antinazista della Rosa Bianca. È anche il mio motto. Io rivendico il diritto di sognare, e non come frutto di vaneggiamenti autoconsola- tori, non come droga autoprodotta. 
Il sogno come sguardo consapevole e critico sulla realtà,
e persino come proposta di correttivi. Il fatto di non sognare la realtà immutabile o votata alla marcescenza è già rivoluzionario. L’arte è rivoluzionaria. Per questo ho scritto “Anomalia Genova”, un romanzo di anticipazione che si svolge nella mia città “dopo”, quando il mondo cerca di ricostruire tutto ciò che è andato distrutto a partire dalla crisi economica e di idee che il nostro mondo sta attraversando.
“Ste sperava solo che non si arrivasse a ripetere gli errori che avevano portato a una catastrofe che dapprima era stata economica, e poi aveva distrutto tutto. La Maestra diceva che era logico: chi è disperato può anche darsi fuoco davanti al centro del potere, ma chi vede in serio pericolo i propri figli… dà fuoco a qualcun altro. Tutto da capo, sì, ma fino a un certo punto, si diceva Ste. Bisognava studiare e capire cos’era successo, e come evitare di tornare a compiere gli stessi errori, spinti magari da qualcosa che gli uomini avevano in sé, quel qualcosa di oscuro che si era impossessato di lui durante il combattimento… “ (da “Anomalia Genova”, capitolo 2, “Canti di ninfe future).

martedì 4 febbraio 2014

A S S A S S I N A T I (da: L'ALBERGO DEL RAGNO- noir)




(Sangue?) Piano piano, per non far danno, Genny “la curiosa” sollevò un poco la moquette. Com’era immaginabile, il pavimento originale era bellissimo, in ceramica probabilmente di Albissola, con un disegno in rilievo tipo nido d’ape. Ed era irrimediabilmente rovinato. Le macchie brune erano grandi e numerose e, per portarle via, avevano soffregato probabilmente con polvere di pomice, con tanta forza e determinazione da creare addirittura dei solchi rotatori sul pavimento. Ed era stato tutto inutile. Le piastrelle antiche avevano assorbito il liquido a fondo.

«… E nella notte l’hanno massacrato» 
«Il sangue» mormorò Genny. Il commissario annuì, e continuò: «Il poveretto è stato torturato, si pensa per fargli dire dove fosse la collana, ma quel che è certo è che quel gioiello da regina non è più ricomparso, e la lite giudiziaria fra gli eredi Lagrange e i Lloyd’s di Londra è ancora in piedi adesso.

sabato 25 gennaio 2014

L'ALBERGO DEL RAGNO- ricordi di Sestri Levante




Come gli amici d’infanzia che in fondo erano, loro due si ritrovarono a parlare ridendo dei personaggi di paese che entrambi avevano conosciuto un tempo: “sestrini di levante”, originali che ancora non appartenevano a una civiltà di massa, e affascinavano i ragazzi. C’erano Paneduro e la gallina che era il suo nocchiero, il vecchio Batin e il polpo suo amico personale, e anche Giorgio, il vecchio cane che viveva col Baciollo e andava a trovare la fidanzata a Riva, aspettando la corriera che si fermava per farlo salire…

sabato 30 novembre 2013

L'ALBERGO DEL RAGNO- LA SINOSSI


Genéviève (Genny) Duvernois è a  Genova, in cerca di quiete e dei ricordi dell’infanzia e della giovinezza. Sono con lei due giovani adulti, il figlio Robert e l’amico di questi, l’agente della polizia francese Albert Panelli. La permanenza, che doveva essere solo una breve tappa del loro viaggio verso  la Riviera di Levante, viene stravolta da avvenimenti raccapriccianti, e troppe donne vengono uccise con ferocia da qualcuno che gode a farlo, mentre spariscono preziosi di grande valore. Spinto dall’amore e dall’urgenza di aiutare Genny, arriva dalla Francia il commissario Draguignan, che si aggiunge al maresciallo dei carabinieri Alessi ufficialmente incaricato delle indagini. 
Ci sono anche anche: un Ufficiale di Bordo svedese che è una donna statuaria ma anche un soldato esperto, il suo ex compagno, l’atletico Mario Canepa dallo splendido sorriso, e poi un famoso chéf, e un’ex ballerina del Crazy Horse ancora bellissima, e anche due giovani artiste disinvolte. 
E così, tutti conoscono “giorni da segnare con una pietruzza bianca” e “giorni da segnare con una pietruzza nera”, e la vacanza si trasforma  in un “risseu”(letto alla francese), un sentiero alla genovese di ciottoli bianchi e neri che formano belve e uccelli del paradiso, come a Palazzo Reale, in un’altalena di meraviglie e di orrori. 
Sullo sfondo, il famoso dirottamento di una nave azzurra, un vecchio omicidio, un gioiello di Bulgari dal valore inestimabile che nessuno riesce a trovare, amori nuovi e amori ritrovati. 
Incombente, la figura di una belva bicefala che terrorizza e uccide e si appropria di gioielli prestigiosi, in un palazzo del ‘500 che non conosce la luce, in quella città di carruggi che è Genova. 
Genova, la vera protagonista del romanzo, Genova gelosa di sé, come una quinta teatrale dispiegata sul mare,  fra i monti e l’acqua, che mostra agli altri solo quel che vuole mostrare. 

L'ALBERGO DEL RAGNO
di Laila Cresta


Arduino Sacco Editore - ISBN-978-88-6354-946-1


Sul sito della Casa Editrice, su tutti i siti di vendita online e da

BOOKSIN, LA LIBRERIA DEI CARRUGGI
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